Un saluto

Savignano 18 marzo 2020

Carissimi, nell’impossibilità di avervi qui presenti alle vostre abituali attività professionali, ho pensato di farvi pervenire un piccolo segno di affetto che attraverso questo messaggio ci possa far sentire più vicini, nonostante le distanze. Finora avete ricevuto comunicati perentori circa le disposizioni da adottare nell’urgenza di contenere gli effetti dell’epidemia, ora mi è sembrato opportuno farmi sentire con una voce più attenta alle esigenze dell’anima.

Questa prova, così inattesa, deve essere affrontata con fiducia e pazienza mantenendo quell’unità che – come dice don Orione – “costituisce la forza di un popolo e di una società. Chi accresce l’unione accresce l’amore verso i fratelli, che è vincolo dell’amore di Dio e accresce la forza spirituale”.

L’unità sta anche nel comprendere che ogni nostro gesto immancabilmente si riverbera sui destini altrui. Perciò spero che in ogni casa la consapevolezza dei rischi di contagio faccia riflettere sulla necessità di non trasgredire le indicazioni istituzionali circa gli spostamenti. Vi ricordo che ne va della propria salute, ma anche di quella delle persone con cui abbiamo contatti e che naturalmente in primo luogo sono i nostri familiari. Così, pur certo della buona coscienza di ciascuno, continuo ad esortarvi a mantenere lucida la mente, fermo il cuore e a coltivare la speranza perché anche dopo la notte più buia il mattino arriverà.

Intanto, però, pur nelle difficoltà da sopportare in questo momento di prova, non possiamo dimenticare i doveri di solidarietà e altruismo a cui siamo chiamati nei confronti di tutte le persone che la Provvidenza ci ha affidato. E come Didone, nell’Eneide virgiliana, dobbiamo dire: “Non ignara mali, miseris succurrere disco” per cui con spirito di unità mi permetto di chiedervi di riservare un momento di attenzione verso chi è affidato alle nostre cure facendo sentire la nostra presenza, pur se a distanza. Immagino che i pazienti, che ognuno segue nelle terapie settimanali, oltre alla paura per ciò che sta accadendo, stiano vivendo con apprensione gli effetti collaterali, come ad esempio la privazione delle cure sanitarie, e sperimentino con più forza la sensazione di solitudine, cosa che non aiuta certo a vivere al meglio questo momento già di per sé amaro. E allora, una telefonata di saluto per accertarsi dello stato generale, saggiare il loro stato d’animo, o per condividere le reciproche sensazioni, insomma, far sentire una voce amica anche se a distanza, sarà di lenimento alla sofferenza, specialmente nel ricordare a ciascuno che non è solo.

È importante dare un senso a questi giorni così gravi e magari sfruttare il tempo che abbiamo per guardare dentro di noi e negli occhi degli altri. Anche il Papa ci dice: “In questi giorni difficili possiamo ritrovare i piccoli gesti concreti di vicinanza e concretezza verso le persone che sono a noi più vicine, una carezza ai nostri nonni, un bacio ai nostri bambini, alle persone che amiamo. Sono gesti importanti, decisivi. Se viviamo questi giorni così, non saranno sprecati“. 

Infine, non dimentichiamo di appartenere alla grande famiglia di don Orione, e quindi concludo partecipandovi le espressioni di conforto che ci giungono da molte parti, anche fuori dall’Italia; tra gli altri, vi trasmetto gli attestati di stima e di gratitudine da parte del Direttore provinciale il quale, insieme al Consiglio provinciale, ci esorta a prenderci cura dei nostri assistiti rivestendo sempre i talenti professionali con gesti di sincera amorevole cura.

Manteniamo viva la speranza!

Un caro saluto ricolmo di affetto a tutti.

A presto

Fabrizio.

Un saluto
Torna su