Pasqua 2020

Carissimi, non potendo scambiare gli auguri di persona, mi faccio presente con un breve pensiero di vicinanza ed affetto.

Celebriamo quest’anno una Pasqua diversa, funestata da un nemico invisibile ma con una presenza così pervasiva da farci sentire indifesi e smarriti e da privarci di ogni relazione. Di più, un nemico che ci espone all’incertezza. Ci rende fragili, ci toglie il sorriso e trasforma il nostro modo di essere, di pensare, di vivere. Ci fa sperimentare, anche, una forma di solitudine inedita, che si fa più pressante adesso, con l’arrivo della Pasqua.

Viviamo così un tempo sofferto, di sosta forzata che in qualche modo ci obbliga a stare con noi stessi e fare spazio nella nostra mente per liberarla dai tanti pensieri superflui e soffermarsi su quelli essenziali. Un esercizio non facile, certo, e tuttavia fecondo nel riscoprire sé stessi specchiandosi in un volto che ci rimanda echi di noi smarriti nel tempo o addirittura ci rivela cose nascoste da sempre in qualche angolo della nostra anima.

Ecco, vivere la Pasqua quest’anno può significare proprio questo: meditare su di noi per scoprire la nostra parte più profonda.

Altro significato, connesso al primo, che può riservarci la festività, sta nel riconoscimento del valore dei legami e delle relazioni che segnano indelebilmente la nostra vita, nel renderla unica e irripetibile. Ma non solo quelli familiari. Ogni vita è relazione e la Pasqua di questo tempo dolente ci porta a riflettere più chiaramente sulla vicendevole interdipendenza dell’umanità per chiamarci tutti alla responsabilità solidale degli uni verso gli altri, in ragione del destino comune.

Così, nella consapevolezza della nostra fragilità di fronte agli eventi, dobbiamo riscoprire la certezza che l’umanità unendo le proprie forze sa riemergere dalle sventure e ritrovare la luce della vita.

Può essere questo, allora, il messaggio della Pasqua 2020: fiducia nella continua resurrezione della vita che si rinnova attraverso il dolore dell’umanità. E se ciò può essere condiviso anche dai non credenti, per chi si professa cristiano la Pasqua rimane tempo di testimonianza in cui ognuno è chiamato a farsi segno di speranza lungo le vie della storia.

Un caro saluto a tutti, con l’augurio di una Pasqua che rassereni l’attesa.

A presto,

Fabrizio.

Pasqua 2020
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